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Ultimo aggiornamento del sito: 25/07/16

                                                            

                                   
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 PROVV. URGENZA 10 DEL 21 LUGLIO 2016
L'ENTRATA IN VIGORE DEL DECRETO BALDUZZI E' STATA RINVIATA AL 30 NOVEMBRE 2016

- P.U. 10 - 20/07/16
- Delibera n. 62/2016


INFORMATIVA DECRETO BALDUZZI
PROVV. URGENZA 09 DEL 20 LUGLIO 2016

- P.U. 09 - 20/07/16
- Delibera n. 61/2016
Decreto 11 gennaio 2016 del Ministro della Salute di “Modifica del decreto 24 aprile 2013 recante Disciplina della certificazione dell'attività sportiva non agonistica e amatoriale e linee guida sulla dotazione e l'utilizzo di defibrillatori semiautomatici e di eventuali altri dispositivi salvavita” (16A00377) (GU Serie Generale n.13 del 18-1-2016), ed integrazione regolamenti di gioco
- ALL 01 Autocertificazione


INFORMATIVA DECRETO BALDUZZI
A tutte le Associazioni Sportive Dilettantistiche (ASD) affiliate alla FCrI

OGGETTO: Decreto Ministero della Salute "Disciplina della certificazione dell'attività sportiva non agonistica e amatoriale e linee guida sulla dotazione e l'utilizzo di defibrillatori semiautomatici e di eventuali altri dispositivi salvavita" del 24 aprile 2013 e successive proroghe.

L’ultima proroga al Decreto Ministeriale “Balduzzi” dispone che dal 20 luglio 2016 vi è l’obbligo anche per le Associazioni Sportive Dilettantistiche di dotarsi di defibrillatori semiautomatici formando gli operatori che ne faranno uso.

Il defibrillatore semiautomatico è un obbligo di legge, parimenti alla formazione del personale addetto all’uso, e il mancato rispetto di tale normativa ricade principalmente sul presidente dell’ASD qualora durante un allenamento ufficiale (indoor e/o outdoor) e/o durante una partita il defibrillatore non fosse presente o almeno reperibile nei pressi dell’area di gioco.

Sperando sempre che del defibrillatore non occorra farne uso, si ricorda che il profilo di responsabilità per il presidente dell’ASD non è solo civile, ma anche penale soprattutto se la persona che ne avesse bisogno perdesse la vita.

Il presidente deve sempre vigilare che il defibrillatore sia disponibile presso la struttura/campo durante tutte le attività che gli atleti svolgono. Il presidente può delegare ad allenatori/capitano, ma si deve sempre verificare la piena efficienza del defibrillatore.

Se si fa uso di campi/palestre in strutture sportive ove il defibrillatore è già presente, bisogna sempre accertarsi che il defibrillatore sia in piena efficienza (basterà verificare lo stato della batteria) la presenza delle piastre oppure farsi rilasciare una dichiarazione di piena efficienza da parte della struttura.

E’ consigliabile che il capitano e/o gli allenatori siano formati all’uso del defibrillatore e capaci di intervenire per un intervento di urgenza come il massaggio cardiaco.

Pertanto, secondo quanto disposto dalle Linee guida allegate, relative alla dotazione e all’utilizzo dei defibrillatori dal 20 luglio 2016:
- deve essere presente personale formato e pronto a intervenire (in possesso di regolare certificato);
- il defibrillatore deve essere facilmente accessibile, adeguatamente segnalato e sempre perfettamente funzionante;
- il personale addetto all’uso deve frequentare i corsi di formazione presso i Centri accreditati dalle singole Regioni.

La presenza del defibrillatore semiautomatico e di un addetto formato è quindi obbligatorio sia durante le partite che a tutte le attività sportive promosse dall’ASD a far data dal 20 luglio 2016.
Per dettagli ed informazioni si allega il Decreto di Modifica del 11 gennaio 2016

Decreto 11 gennaio 2016
Modifica del decreto 24 aprile 2013, recante: «Disciplina della certificazione dell'attivita' sportiva non agonistica e amatoriale e linee guida sulla dotazione e l'utilizzo di defibrillatori semiautomatici e di eventuali altri dispositivi salvavita.». (16A00377) (G.U. Serie Generale , n. 13 del 18 gennaio 2016.
IL MINISTRO DELLA SALUTE
di concerto con
IL SOTTOSEGRETARIO ALLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI
Visto l'articolo 7, comma 11, del decreto-legge 13 settembre 2012, n. 158, convertito dalla legge 8 novembre 2012, n. 189, che prevede, al fine di salvaguardare la salute dei cittadini che praticano un'attivita' sportiva non agonistica o amatoriale, che il Ministro della salute, con decreto adottato di concerto con il Ministro delegato al turismo ed allo sport, disponga garanzie sanitarie mediante l'obbligo di idonea certificazione medica, nonche' linee guida per l'effettuazione di controlli sanitari sui praticanti e per la dotazione e l'impiego, da parte delle societa’ sportive sia professionistiche sia dilettantistiche, di defibrillatori semiautomatici e di eventuali altri dispositivi salvavita;
Visto il decreto del Ministro della salute, adottato di concerto con il Ministro per gli affari regionali, il turismo e lo sport in data 24 aprile 2013, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana 20 luglio 2013, n. 169, recante "Disciplina della certificazione dell'attivita' sportiva non agonistica e amatoriale e linee guida sulla dotazione e l'utilizzo di defibrillatori semiautomatici e di eventuali altri dispositivi salvavita", ed, in particolare, l'articolo 5, comma 5, che dispone per le società dilettantistiche l'obbligo di dotarsi dei defibrillatori semiautomatici entro trenta mesi dalla data di entrata in vigore del medesimo decreto;
Considerato che il Presidente del CONI, con nota del 2 novembre 2015 ha chiesto il differimento del predetto termine, che verrà a scadere in data 20 gennaio 2016, in considerazione delle specificità delle attività sportive esercitate a livello dilettantistico;
Considerato che l'Assessore della regione autonoma Friuli Venezia Giulia, nella qualità di coordinatore degli assessori allo Sport, con nota del 5 gennaio 2016, ha formulato la medesima richiesta, evidenziando l'impossibilità che, entro la data del 20 gennaio 2016, vengano completate, su tutto il territorio nazionale, le attività di formazione degli operatori del settore sportivo dilettantistico circa il corretto utilizzo dei defibrillatori semiautomatici;
Ritenuta, pertanto, l'opportunità di disporre il differimento del predetto termine di sei mesi al fine di consentire che vengano completate, su tutto il territorio nazionale, le attività di formazione degli operatori del settore sportivo dilettantistico circa il corretto utilizzo dei defibrillatori semiautomatici;
Decreta:
Art. 1
1. Al decreto del Ministro della salute, adottato di concerto con il Ministro per gli affari regionali, il turismo e lo sport, in data 24 aprile 2013, all'articolo 5, comma 5, le parole "30 mesi" sono sostituite dalle seguenti: "36 mesi".
Il presente decreto viene trasmesso all'organo di controllo e pubblicato nella Gazzetta ufficiale della Repubblica italiana.
Roma, 11 gennaio 2016
Il Ministro della salute
Lorenzin
Il Sottosegretario
alla Presidenza del Consiglio dei ministri
De Vincenti
Registrato alla Corte dei conti il 14 gennaio 2016
Ufficio di controllo sugli atti del MIUR, MIBAC, Min. salute e Min. lavoro, foglio n. 85

                        

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MARTIN CROWE: DIVINO ED INFELICE
Sapevamo tutti che era solo questione di tempo. Anzi, lui di tempo ne aveva anche rubato un po', come i quick single spizzati qui e là con l'angolo della mazza. Martin Crowe, l'uomo che ha sprovincializzato il cricket neozelandese rendendolo una potenza mondiale, ci ha lasciati non prima di aver tenacemente combattuto il linfoma che negli ultimi cinque anni lo ha gradualmente devastato.
Il ricordo di Martin ci riporta ad un cricket italiano bambino, ancora non riconosciuto dal CONI, dove lui, fresco di essere stato proclamato miglior giocatore dei mondiali 1992 approdò come allenatore della Nazionale nella primavera di 24 anni fa. Aveva appena portato la Nuova Zelanda ad un passo dal tetto del mondo solo per vedere il cammino suo, e della squadra, interrotto da uno strappo muscolare proprio mentre, in battuta, stava malmenando i lanciatori pakistani.
Eden Park, il tempio dello sport neozelandese dove gli All Blacks hanno conquistato due mondiali di rugby, era gremito all'inverosimile in quel sabato 21 marzo in una giornata che confermava l'inizio dell'autunno australe. La Nuova Zelanda aveva dominato la fase iniziale, a girone unico, di quel mondiale, trascinata da Crowe che fin dalla prima partita, il derby tasmaniano con l'Australia vinto grazie ad una sua invitta centuria, aveva impresso il suo marchio di capitano trascinatore ai Black Caps. Quel giorno, vinto il toss e avendo deciso di battere, l'innings dei padroni di casa procedeva spedito con un potenziale score di 300 più che raggiungibile.
Al 40° over, alla caduta del wicket di Chris Harris, la Nuova Zelanda era 214/4. Crowe, 84 punti a suo nome, dopo aver completato una corsa, si blocca, sdraiandosi esausto sul prato. Ma non è stanchezza. Il muscolo della coscia che lo ha tormentato dall'inizio del torneo ha ceduto. Serve un corridore, a quei tempi era ancora consentito. Entra Mark Greatbatch che nel giro di tre over si fa eliminare run out, la beffa più grande per un battitore che delega ad altri le sue corse. Martin esce sostenuto dal campo, eliminato per 91, una centuria incompiuta che ben sintetizzerà quella giornata dei Black Caps.
Tuttavia, senza Crowe in campo, la Nuova Zelanda, capitanata in sua assenza da John Wright, sembra ben messa al 36° over dell'innings pakistano con gli asiatici 140/4 all'inseguimento di 263. Fu allora che, grazie una folata di vento cambiò la storia di quel mondiale. Inzamam-ul-Haq, 22enne battitore spilungone di Multan nel Punjab, era poco conosciuto al grande pubblico. Di lui in quel mondiale ci si ricordava soprattutto il sorriso monco di un incisivo. Alla terza palla ricevuta, Inzamam tentò il gran colpo cercando un sei sopra long on. La palla appariva destinata ad essere facile preda del fielder Willie Watson, gigantesco lanciatore veloce, ma poi spinta da una raffica di vento cambiava traiettoria trasformando un comodo catch due metri dentro il boundary nel più risicato dei sixes.
Inzamam realizzò quel giorno 60 punti su 37 lanci ricevuti in un partnership con Javed Miandad di 87 in nove over. La Nuova Zelanda, priva della guida di Martin, perse la bussola. In un Eden Park stile Maracana 1950, o se preferite Belo Horizonte 2014, il sogno mondiale dei Kiwis e del loro capitano venne spazzato via dal maestrale del Mare di Tasman.
Da quel giorno Martin Crowe non fu più lo stesso uomo. Era come se la sua carriera, costruita per un obiettivo, avesse perso la sua ragione d'essere. Recuperato lo strappo alla coscia, ci fu una recrudescenza della salmonella che lo aveva colpito nel 1988, quando giocava il County Championship in Inghilterra nelle fila del Somerset. La sua seconda estate italiana, quella del 1993, fu passata più al letto che in campo. A settembre riuscì a rimettersi in sesto per la tournée in Australia dove a Perth con due innings difensivi, atipici per lui, salvò la partita. Lasciato il capitanato a Ken Rutherford, giocò alla grande la sua ultima tournée inglese realizzando due centurie a Lord's ed Old Trafford. Quest'ultimo innings, l'ultima delle sue 17 ecatombi dedicata all'allora moglie Simone Curtice, segnò di fatto il suo addio al proscenio internazionale.
Tormentato nel carattere anche quando era una star, per Martin il riadattamento alla vita normale è stata una perenne lotta. In Italia nel 1992, reduce dal trionfo personale della World Cup, non si capacitava del fatto che nessuno lo fermasse per strada per chiedergli un autografo. 25 anni fa il cricket da noi era totalmente sconosciuto, diversamente da oggi quando Daniel Vettori, che per molti versi di Martin è stato l'erede come testimonial del cricket neozelandese, non è riuscito a scampare ad un selfie sul treno interregionale Firenze – Pisa ed ha faticato a districarsi dai postulanti nelle calli veneziane. Per Martin, e soprattutto per la sua prima moglie Simone, il successo, e la fama che ne derivava, erano una ossessione. Non a caso nel 1992 si recò al Festival di Cannes magari sperando in un improbabile Red Carpet.
Con la fine del suo primo matrimonio, Martin riuscì a ritrovare, se non la serenità, un po' d'equilibrio, gradualmente seguendo l'iter di tutti i grandi campioni del passato, alternando i ruoli di telecronista e talent scout. In quest'ultimo ruolo, ebbe la soddisfazione di vedere il suo pupillo Ross Taylor diventare il faro del batting neozelandese dell'ultima decade.
Siamo andati vicini ad incontrarci varie volte durante l'ultimo mondiale trans-tasmaniano, mancandoci per un'inezia. Mi sarebbe piaciuto abbracciare per una ultima volta il ragazzo che pochi minuti prima della partita contro le West Indies nel mondiali 1992 smise di allenarsi perché lui, idolo delle folle, voleva incontrare il sottoscritto, autentica nullità del mondo del cricket. Avrei ricordato le haka degli All Blacks che imponeva alla Nazionale italiana di cricket nel ritiro di Cortina d'Ampezzo, gli “allora” che pronunciava nei momenti di noia italiani, aspettandosi che io mi inventassi qualcosa per intrattenerlo.
Come Fausto Coppi ed Ayrton Senna, Martin Crowe ci ha ricordato che successo e gloria sportiva non sempre vanno a braccetto con la felicità.

                                                                       
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In memoria di Franca Beranger - Progetti in Sri Lanka
Cari amici,
innanzitutto vogliamo ringraziarvi per il sostegno e l’affetto che ci avete dato in questi mesi. E’ stato un periodo piuttosto difficile e la vostra vicinanza è stata molto importante per noi. Vogliamo anche dirvi grazie l’entusiasmo con cui avevo appoggiato la raccolta fondi da destinare per lo Sri Lanka in memoria di Franca (Presidente del Roma Capannelle C.C.) e raccontarvi dei 4 progetti che abbiamo potuto realizzare.
Nei mesi a seguire tramite Padre Matthias, un amico di lunga data di Alfonso nonché un prete molto stimato e apprezzato da Franca, abbiamo deciso di sostenere la costruzione di 4 scuole pomeridiane e serali per ragazzi in villaggi con carenze di strutture. Nello specifico sono state allestite le aule con l’acquisto di banchi, sedie, lavagne e materiale scolastico e sono stati coperti tutti i costi di insegnamento per 10 mesi di lezioni (da gennaio a novembre). I ragazzi coinvolti sono stati circa 100 tra gli 8 e i 18 anni e l’importo complessivo per sostenere questi 4 progetti è stato di circa 300.000 rupie ovvero di circa € 2.000.

Le prime due scuole si trovano nel Nord-Est dello Sri Lanka, nei villaggi di Mallavi e Palinagar. Si tratta di una zona in cui co-abitano famiglie di credo cristiano e induista. Le famiglie di questi villaggi sono state riallocate qui da poco tempo, in quanto è una zona che ha subito la guerra e lo tsunami, e molti vivono senza entrate certe. Alcune delle famiglie vivono al di sotto della soglia di povertà, altre hanno perso la figura maschile della famiglia e sono portate avanti dalle donne mentre in altre ancora i bambini sono rimasti orfani. Le altre due scuole si trovano, invece, nel Nord-Ovest dello Sri Lanka, nel territorio interno rispetto alla strada tra Jaffna e Mannar: Nachchikuda Annai Vellankanni e St. Joseph Vaz night study centre Kumulamunai. Anche questa è una zona piuttosto povera e difficile da raggiungere, priva di strutture adeguate.

Al seguente link potete vedere alcune fotografie che ritraggono i ragazzi a lezione nelle scuole: https://www.flickr.com/gp/136180672@N06/c0y2Wn
I progetti stanno ora volgendo a termine (le classi termineranno a novembre) e noi vorremmo continuare a sostenerli anche durante il prossimo anno scolastico. Anche molti di voi hanno espresso il desiderio di continuare a dare il proprio sostegno e pertanto invito chi fosse interessato a inviare il proprio contributo su questo conto e di mettersi in contatto con noi nel caso si volessero ulteriori informazioni:

Intestatario: Jayarajah Francesca Maria Suriakumari
IBAN: IT18U0316901600CC0010714482 (attenzione ci sono proprio due lettere CC in mezzo agli zeri dell’iban)
Banca: ING Direct
BIC: INGDITM1XXX
Causale: In memoria di Franca

Un grazie di cuore,
Alfonso, Suria e Mati Jayarajah

                                                                                  

New fax number in Roma office:
Tel: + 39 0632723209
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Tel: + 39 0632723206
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Tel: + 39 0632723207

                                             
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The Laws of Cricket (2000 Code 4th Edition 2010) pubblicate ufficialmente dall'ICC Europe:
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